Tre settimane fa’ non sapevo neanche cosa fosse una campagna elettorale. Non mi ponevo neanche il problema, perche’ era una cosa troppo lontana dal mio lavoro quotidiano. Oggi, mi ritrovo a farla in prima persona. Sicuramente la mia non e’ una campagna elettorale convenzionale. Cercando di imparare l’arte della propaganda, ho notato che sono 2 le cose che accomunano molti candidati:
1) uno sponsor istituzionale, che sia un politico, un parlamentare o un associazione radicata nel territorio;
2) uno sponsor economico, che ti permetta di diffondere il tuo nome il piu’ possibile con eventi, lettere da inviare a tutti gli iscritti AIRE, viaggi in diverse citta’ europee.
Io purtroppo non ho nessuno dei due. Il che mi fa riflettere. Non ho alle spalle nessuna associazione radicata nel territorio, perche’ immagino la mia candidatura non sia conforme ai canoni convenzionali; non ho uno sponsor economico, e quindi il numero di elettori che posso raggiungere e’ minimo. Ricevo a tal proposito email di persone che mi chiedono come mai, seppur iscritti all’AIRE ricevono la lettera di molti candidati meno che la mia. Purtroppo, io non ho potuto mandarne tante, solo 15.000, che sono niente se si pensa che gli iscritti all’AIRE solo a Londra sono 80.000.
Queste due riflessioni mi fanno sentire molto impotente. Perche’ mi domando, nonostante tutti i miei ideali, la mia volonta’ e energia di girare il piu’ possibile, di parlare con le persone, di farmi conoscere, l’impatto che posso ottenere sara’ sempre inferiore a chi ha il doppio sponsor di cui sopra. Nonostante, io abbia fatto lo sforzo economico piu’ grande che potessi fare, nonostante abbia deciso di correre da sola, senza forti supporter, pensando che questo fosse l’anima del cambiamento, alla fine non raggiungero’ neanche un millessimo degli elettori.
Questa riflessione, un po’ amara e’ stata stemperata ieri sera durante l’incontro con Ivan. In molti mi hanno chiesto come mai non avevono ricevuto la mia lettera a casa. Alla mia spiegazione, molti hanno risposto offrendosi di farla girare loro stessi.
E allora, penso, che non e’ vero che non ho uno sponsor istituzionale. Il mio sponsor sono tutte le persone che visitano il mio blog, che vengono agli incontri, che ieri sera hanno raccolto dei contributi. Se tu stai leggendo questo post e vuoi sponsorizzarmi ti chiedo di scaricare “la mia lettera agli elettori” (simona-milio_lettera.pdf) e il “come si vota” (come-si-vota-allestero.doc) e mandarla ai tuoi contatti, inviatandoli a divulgarla. La catena che formeremo insieme sara’ la nostra “associazione” radicata nel territorio.
Un associazione che non ha una sede fisica, non ha un confine specifico, ne un nome o un presidente. E’ un associazione di persone che credono che per andare avanti, non e’ necessario avere tanti soldi oppure grandi nomi alle spalle. E’ un associazione di persone che credono che e’ piu’ importante avere dei contenuti, degli obiettivi da perseguire insieme.
Oggi, sento che anch’io ho due sponsor necessari per la campagna elettorale: la vostra fiducia e la mia determinatezza ad andare avanti.
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