I prossimi impegni: costruire l’opposizione

1 05 2008

E’ finita la campagna elettorale, adesso bisogna iniziare a lavorare per costruire un opposizione seria.

La migliore opposizione e’ quella sui contenuti. Per farla e’ necessario il supporto di persone preparate.

La proposta che faccio a chiunque sia interessato a partecipare e’ quella di creare dei gruppi di lavoro su tematiche che interessano l’Italia.

Le tematiche che propongo sono le seguenti:

 1. Ambiente e climate change

2. Religione e laicita’

3. Pubblica Amministrazione

4. Universita’, ricerca e innovazione

5. Sud e sviluppo

6. Medicina ed etica

7. Immigrazione e sicurezza

La lista è aperta, modificabile, integrabile. Tutte le iniziative proposte saranno seguite da un cordinatore e da un gruppo di lavoro al quale potete decidere di aderire. Prima costituiamo i gruppi, prima partiamo con l’organizzazione.

L’obiettivo e’, una volta scelti i temi,  presentare il risultato del gruppo di lavoro in forma di pubblicazione, presentazione pubblica o dibattito a cui invitare personalita’ politiche ed esperti per discutere insieme.

Questo e’ a mio avviso il modo per farci ascoltare.

Spero accogliate questa proposta.

 




Programmiamo le attivita’ future

26 04 2008

Le elezioni sono passate, e adesso inizia il duro lavoro dell’opposizione.

Per iniziare a parlare delle attività future  abbiamo invitato Maurizio Chiocchetti, responsabile nazionale del PD italiani nel mondo

Il dibattito pubblico si terra’  mercoledi 30 aprile alle 19:00  presso la London School Of Economics and Political Science, Room D202 Clement House,  London WC2A 2AE.

Parleremo insieme di: bilancio delle elezioni e della campagna in UK; contributo di Londra all’apertura di nuovi gruppi del PD in UK e coordinamento con quelli gia’ esistenti; prossimi dossiers di lavoro; statuto PD estero.




L’Italia che trova il centro-destra (Parte 1)

24 04 2008

Per valutare gli effetti del governo di centro-destra bisogna avere un quadro chiaro della situazione di partenza e monitorare la sua evoluzione in questi anni.

 

Oggi, mi soffermo su: indebitamento delle amministrazioni pubbliche; crescita pil; occupazione e disoccupazione; consumi delle famiglie.

 

I dati sono estratti dal rapporto della Banca d’Italia.  

 

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è diminuito nel 2007 di 1,5 punti percentuali, all’1,9 per cento del PIL. Il risultato dovrebbe consentire nei prossimi mesi l’abrogazione della Procedura per i disavanzi eccessivi avviata nei confronti del nostro paese nel 2005. L’avanzo primario, quasi annullato quell’anno, è salito al 3,1 per cento del PIL. Come nel 2006, il miglioramento dei conti riflette essenzialmente il forte aumento della pressione fiscale e contributiva (al 43,3 per cento del PIL, poco al di sotto del massimo raggiunto nel 1997). Il debito pubblico è sceso dal 106,5 al 104,0 per cento del PIL.

 

Sulla base dei dati annuali di contabilità nazionale, lo scorso anno il PIL in Italia è aumentato dell’1,5

per cento. La crescita è stata sostenuta dai consumi nazionali e dalle esportazioni.

 

Nel complesso del 2007 è proseguito l’aumento dell’occupazione (+1%); negli ultimi mesi dell’anno si è tuttavia registrato un calo del numero degli occupati, concentrato nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno, e si è interrotta la discesa del tasso di disoccupazione, che peraltro si colloca su un livello storicamente basso (6%).

 

Nel 2007 l’aumento dei consumi delle famiglie (1,4 per cento) ha riflesso quello della spesa per servizi e, in misura minore, per beni durevoli. Tra questi ultimi sono in particolare cresciuti gli acquisti di mezzi di trasporto, favoriti anche dagli incentivi fiscali introdotti dalla legge finanziaria per il 2007. La crescita dei consumi è risultata prossima a quella da noi stimata per il reddito disponibile, in ripresa dopo un biennio di sostanziale stagnazione. L’evoluzione del reddito disponibile è ascrivibile per oltre la metà all’aumento dell’occupazione.

 

Le politiche di sviluppo del mezzogiorno sono diventate piu’ inclusive, unificando il territorio nazionale sotto lo stesso programma di finanziamenti europei.

 

Nei primi mesi del 2008 si sono acuite le tensioni sui mercati finanziari internazionali e il quadro economico mondiale è peggiorato. Negli Stati Uniti l’attività economica è fortemente rallentata: agli effetti della crisi del mercato delle abitazioni si stanno aggiungendo quelli di condizioni finanziarie più restrittive per famiglie e imprese. Il commercio mondiale cresce comunque a ritmi ancora sostenuti, grazie alla perdurante, robusta espansione delle economie emergenti. I prezzi dell’energia e delle materie alimentari hanno registrato nuovi, significativi aumenti. I rincari hanno alimentato l’inflazione nei paesi importatori, condizionando l’orientamento delle politiche monetarie, incidendo negativamente sul reddito disponibile e sui consumi.

 

Questo e’ in parte quello che trova il governo di centro –destra.

 

Sta all’opposizione monitorare la situazione del Paese, coglierne i cambiamenti in positivo o negativo e interventre con proposte migliorative laddove necessario.

 




Il nostro successo

16 04 2008

Grazie infinte per il vostro supporto, senza il quale non avrei ottenuto i miei, anzi i nostri, 7596 voti.

Ci tengo a sottolineare la parola nostri, perchè è quella che fa la differenza nel contesto dei risultati elettorali.

L’8 marzo, non mi conosceva nessuno, grazie al blog e grazie al vostro passa parola, 7596 persone hanno creduto in me.
Io lo considero un ottimo risultato alla luce del poco tempo avuto a disposizione e delle minime risorse economiche e strutturali.

Lo considero un risultato nostro, perchè non c’è stata la sponsorship di nessun altro se non quella di ognuno di voi.

I risultati ottenuti senza compromessi sono sempre i più difficili da valutare.
Mi domando se rifarei le scelte che ho fatto e la risposta è affermativa.

In un mese, voi ed io, abbiamo raggiunto un terzo dei voti raggiunti da candidati veterani.

Ora inizia la capitalizzazione di questi voti. Ora inizia l’opposizione. Ora inizia la richiesta di riconoscimenti a persone giovani e preparate.
Infatti, non dimentichiamo che il nostro lavoro è appena cominciato. Il lavoro di menti aperte e  forti che devono portare avanti idee e politiche che possano fare la differenza.

Io manterrò vivo e aggiornato il blog, dove spero voi torniate spesso a lasciare i vostri input, i vostri suggerimenti sui temi che hanno caratterizzato la nostra campagna elettorale.
L’Italia non finisce qui, c’è ancora tanto da fare, e insieme possiamo raggiungere altri risultati importanti, come quello raggiunto oggi.

Oggi abbiamo dimostrato che il cambiamento è in moto.
7956 persone hanno dimostrato il desiderio di allontanarsi dalle candidature tradizionali e di supportare candidature nuove.
Io credo che il futuro della politica italiana dipende dal nostro continuo impegno .

Io continuerò ad impegnarmi perchè il vostro voto pesi all’interno delle politiche che il PD porterà avanti.

Grazie




Riflessioni istintive

15 04 2008

Abbiamo perso le elezioni. Nonostante gli sforzi, nonostante lo scatto di inventiva, nonostante le energie nuove messe in campo ancora una volta la maggioranza degli italiani ha preferito un anziano leader, ha preferito il male conosciuto al futuro possibile.

Sembra che si sia votato alla luce del detto: better the devil you know

Però ci sono alcuni però.

Se analizziamo i tempi in cui il PD ha messo su il suo programma e le sue liste, le percentuali acquistano una prospettiva diversa. Se si considera che il PD ha portato in campo candidati giovani come me che hanno avuto solo un mese per organizzare la campagna elettorale, contro veterani della politica, credo che la sconfitta si possa comprendere, e mettere in prospettiva.

Sicuramente in Italia ha pesato il fatto che non si è riuscita a fare una netta separazione tra Unione e PD, e che molte persone hanno esternato la delusione della performance del governo nei passati 18 mesi.

Veltroni e il Partito Democratico, noi tutti direi, abbiamo affrontato un impresa titanica e ne siamo usciti vittoriosi in termini di impatto sul panoramico politico italiano. E’ grazie al PD che oggi non c’è più la forte frammentazione politica che ha per decenni penalizzato l’Italia; è grazie al PD se oggi giovani preparati si avvicinano alla politica e danno un loro valido contributo.

Ora il PD farà opposizione. Una sana, forte, e costruttiva opposizione, che non metterà il paese in ginocchio come è successo negli scorsi 18 mesi, perchè questa volta chi fa opposizione non ha in mente i propri interessi personali ma gli interessi dell’intero Paese.

E’ solo l’inizio, time is on our side.




Il momento della verità

11 04 2008

Lunedi 14 aprile sapremo che cosa ci aspetta nei prossimi anni in Italia.

Il gruppo del PD Londra ha organizzato un incontro presso: Sfizio, 35-37 Theobald Road, Holborn WC1X 8SP, per condividere questo momento e ad assistere insieme ai risultati elettorali, in collegamento con i nostri canali nazionali.

L’appuntamento è dalle 5 in poi. Io ci saro’ e spero di vedere tanti di voi che mi hanno scritto e sostenuto.

Come detto piu’ volte, indipendentemente dal risultato, il nostro impegno politico continua.
L’Italia non finisce il 15 aprile e il lavoro da fare e’ tanto.




5 domande per 1 candidato

9 04 2008

Il Circolo on-line Barack Obama ha lanciato la “Democratic Week”, che ha come obiettivo quello di informare i molti indecisi ancora in giro.

Tre le iniziative c’e’ quella di “5 domande per 1 candidato”, dove trovate anche la mia intervista.

Vengono affrontati temi importanti come la sicurezza sul lavoro, il precariato, la laicita’, la ricerca. Rispondono tutti i candidati che hanno accettato di falro, cosi che chi vuol votare possa confrontare le varie posizioni.

E’ un ottima iniziativa, che doveva essere fatta sin dall’inizio. Purtroppo il poco tempo a disposizione per queste elezioni “d’emergenza” e’ stato a sfavore di confronti e dibattiti (nella circoscrizione Europa).

Per noi candidati all’estero la campagna elettorale e’ conclusa, ma in Italia e’ ancora aperta.
Informarsi sui candidati e’ un dovere di chi vota, perche’ il voto non va sprecato.

Complimenti al team del Circolo per il lavoro di informazione che state facendo.




L’ultimo giorno

8 04 2008

Oggi e’ l’ultimo giorno per scegliere, votare e spedire la propria decisione al Consolato.

Oggi penso a tutte le persone che non ho potuto raggiungere per posta o di persona perche’ le risorse economiche non me l’hanno permesso.

Oggi mi pento di non aver iniziato il fundraising come mi era stato suggerito.

Forse con piu’ soldi avrei potuto fare di piu’.

Pero’, quando si e’ posto il problema economico non sono riuscita a fare un compromesso con me stessa. Mi domandavo: “come posso chiedere a chi non mi conosce, di votarmi, di fidarsi di me e in piu’ di contribuire economicamente?”.

Qaulche giorno fa qualcuno mi ha detto, pensa che il contributo che ti danno ti serve a fare di piu’.

Io ho fatto del mio meglio, ora vi chiedo l’utlimo sforzo: fate circolare, a chi ancora non avete raggiunto, il meassggio di votare. Perche’ un voto a volte fa la differenza.




Anche gli IDE non scelgono l’Italia

5 04 2008

Oltre a non attrarre cervelli, l’Italia ha immense difficoltà ad attrarre capitali. 

La capacità di attrazione di IDE (Investimenti Diretti Esteri) è divenuta nell’ultimo quindicennio un punto focale delle politiche economiche di molti territori in ritardo di sviluppo. Purtroppo oggi l’ Italia ha un tasso di attrazione di IDE tra i più bassi in Europa. 

Gli IDE sono un importante veicolo sia per il trasferimento di tecnologia che per il contributo alla crescita economica. Gli investimenti esteri creano lavoro, arricchiscono il capitale umano dell’area dove sono localizzati, aumentandone il potenziale produttivo e i livelli di produttività. A ciò si aggiunge lo spillover di conoscenza tecnologica e organizzativa e l’apertura del mercato locale verso il circuito internazionale.

Conseguentemente, c’è una forte concorrenza tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo per attrarre IDE.

Oggi un investitore straniero che vuole investire in Italia, affronta tempi e disagi che si protraggono in media per 400 giorni, laddove in Spagna ne bastano 70/80 per avviare una pratica. Oltre alla inefficienza burocratica e all’incertezza legislativa, altri fattori scoraggiano i potenziali investitori. Tra questi: l’instabilità politica, la scarsa dotazione tecnologica, l’inadeguatezza degli incentivi pubblici e un business climate dominato dall’illegalità. Non stupisce dunque che gli investitori stranieri mostrino di preferire i nostri “vicini”, Spagna e Francia su tutti.

Anche per questo bisogna votare il Partito Democratico, solo un partito con un programma coerente, e non un insieme raffazzonato di interessi come il PdL, può metter mano, organicamente, a questi problemi.




I cervelli si spostano nel mondo, ma non scelgono l’Italia

3 04 2008

L’1 aprile sono stata a Parigi alla sede del Partito Socialista Europeo con Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche Giovanili,e Beatrice Biagini, anche lei candidata per il PD.

Tra gli argomenti discussi c’è stata l’ attrazione di capitale umano in Italia.

Io credo questo sia un punto cruciale che molto spesso passa in secondo piano, dato che ci si concentra sempre sul “problema” dei cervelli in fuga. In un mondo che diventa sempre più globale, dove ormai si tende a spostarsi facilmente da un capo all’altro, il fenomeno dei “cervelli in fuga” non riguarda solo l’Italia, ma tutti i Paesi.
In Inghilterra ci sono tedeschi e francesi che lavorano, così come in Francia ci sono italiani e svizzeri. Infatti, molti degli italiani fuori dai confini sono all’estero per scelta e non per fuga.

Il vero problema dell’Italia, invece è la pochissima entrata di capitale umano. I cervelli che si spostano nel mondo, non scelgono l’Italia. Questa emorragia, che non viene compensata da un simile ingresso sta lasciando il nostro Paese sempre più arido e privo di stimoli.

E’ fondamentale, per il rinnovo del sistema italiano, aprirsi con trasparenza all’Europa, per iniziare un circolo virtuoso di ingresso nel nostro Paese.

Il capitale umano che entra in Italia, può dare un grande contributo al rinnovamento del nostro Paese, sia in termini economici che di know-how, innescando un processo di apprendimento per contrastare l’attuale declino.

Puoi guardare le foto dell’ incontro qui e scaricare il comunicato stampa

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Sei laica?

2 04 2008

Pubblico un mio carteggio con un elettore (che spero di aver convinto :), il nome l’ho cambiato per ragioni di privacy.

 

Salve Simona,

 

proprio oggi ho ricevuto il materiale elettorale e, dato che non sappiamo pressocchè nulla dei candidati della circoscrizione estero, stavo cercando di scegliere il nome del mio candidato affidandomi ad alcuni criteri.

 

Vorrei sapere se, scegliendo lei, votero’ per un candidato laico o no.

 

Grazie e buon lavoro,

Michele

 

Caro Michele,

 

Io credo fermamente che le legittime scelte religiose di ognuno di noi non debbano essere trasposte nella sfera pubblica, dato che la sfera pubblica è quella che garantisce tutti, non credenti e credenti di ogni fede.

 

Ho risposto alla tua domanda?

 

Grazie di avermi scritto!

 

Saluti,

Simona

 

Simona,

 

Scusa l’insistenza ma ho bisogno di sapere come si orienterà nel momento in cui bisognerà votare per il riconoscimento delle coppie di fatto, sul diritto alla ricerca, sulla 194 (se qualcuno sciaguratamente volesse rimetterla in discussione), sui diritti degli omosessuali.

 

Cerco qualcuno che possa rappresentare le mie idee. Non voglio assolutamente correre il rischio di votare una “teodem” o similare.

 

Mi scusi per la franchezza, ma inizio a diventare molto selettivo nelle scelte.

 

Grazie,

Michele

 

Caro Michele,

 

La 194 è una legge che non si deve toccare; sono a favore di una legge per le coppie omosessuali scegliendo a caso tra i modelli Francese, Inglese o Tedesco (variazioni sul tema PACS, cambiano soprattutto le denominazioni); di mestiere faccio la ricercatrice dopo aver conseguito il PhD alla London School of Economics, quindi immagina cosa penso della ricerca!

 

Altre domande? A presto,

 

Simona




La stampa inglese parla di noi

1 04 2008

Il Financial Times parla di noi. Siamo partiti tre settimane fa da zero, non ci conosceva nessuno. Oggi la nostra voce e’ ascoltata.

Sto andando a rilasciare un intervista a BBC. Oggetto dell’intervista: cosa vogliono le diverse generazioni di italiani all’estero.

Mi faro’ portavoce di tutti i commenti e suggerimenti che ho ricevuto fin ora. Forse, qualcosa si muove, forse riusciremo a lasciare il nostro segno. Questo e’ l’inizio di un percorso e impegno comune.

Grazie per il supporto che mi avete dato.




Chi si definisce “scettico”, in fondo ci crede ancora

31 03 2008

Alle 17.30 sarò all’Exeter College per incontrare i tanti Italiani che, per studio o per lavoro, si trovano da quelle parti. L’appuntamento è allo Saskatchewan Lecture Theatre (mappa).
La campagna elettorale sta terminando e io non sono ancora riuscita a convincere una persona a me molto cara a seguirmi in uno dei miei incontri. So pero’ che mi segue sul blog, e tutte le sere mi chiama per sapere come sto. Credo dietro la domanda “come stai?” ci sia un altra domanda piu’ grande: “ci credi ancora? ti sei gia’ fatta male?”.
Oggi, lei mi scrive questa lettera in cui mi spiega la sua silenziosa vicinanza . Con il suo permesso la pubblico qui di seguito. Leggendola, qualcuno si ritrovera’ nelle sue parole. Sono proprio queste parole che ogni giorno mi spingono a lottare piu’ forte.

“Mi chiedi perché non riesco ad essere entusiasta al 100% per la tua candidatura. I motivi sono tanti….ascoltandoti e leggendo il tuo blog una parte di me vorrebbe schierarsi con te, ma la maggior parte è scettica e molto preoccupata per te.

Come te anche io ho scelto di lasciare la nostra amata Italia, come te l’ho fatto perché volevo ‘farmi da sola’ e soprattutto perché avevo degli ideali di meritocrazia, trasparenza ed onestà, niente clientelismo e favori… la mia scelta è stata dettata dal fatto che il mio cognome pesava come un piombo su di me e volevo dimostrare a me stessa e a tutti che potevo farcela, solo per il fatto di essere Valeria e non la figlia di… qui neanche lo sanno pronunciare il mio cognome, nel mio piccolo ce l’ho fatta e sono fiera di me, eppure sto pagando il prezzo di essere diventata piuttosto cinica e disincantata, e quegli ideali si sono sbiaditi nel tempo… sarà stata la spietatezza della City ma soprattutto ciò che ho visto accadere a mio padre, che aveva a che fare con la politica e il sistema di potere italiano in prima persona, e che quando il vento è cambiato è stato denigrato e dimenticato.

Ho paura per te Simo, come Telis temo che ti stiano strumentalizzando, con la tua faccia pulita, i bei risultati che hai raggiunto così presto, come siciliana, come donna… non credo nella politica italiana perché ho visto molto da vicino come non sia altro che un mondo corrotto e la causa principale per la quale il nostro Bel Paese non ce la fa più, per la quale gli italiani sono rassegnati e bloccati, per la quale tanti giovani italiani come noi decidono di andarsene e soffrono ogni giorno, in un misto di malinconia e rabbia, la lontananza dal nostro paese, dalle nostre famiglie, dal calore umano.

Per una volta spero che i fatti mi dimostrino di non avere ragione, perché una parte di me crede ancora un po’ in quegli ideali di democrazia, di meritocrazia e di speranza di cambiamento…. Buona fortuna amica mia”.




La politica la costruiamo insieme

30 03 2008

Hanno publicato la mia intervista sul blog del circolo obama. Troverete una domanda che sta a cuore a molti, la riforma universitaria. La mia risposta e’ la vostra risposta, o meglio la nostra.

Ne approfitto, per ringraziare tutte le persone che hanno lasciato commenti sulla riforma universitaria. Li ho citati alla lettera, in modo che siano l’inizio di un lavoro comune.

Perche’ la politica e’ portavoce di chi la sostiene. Insieme, raccogliendo le idee di tutti si puo’ creare un sistema che colga le esigenze di molti.

Credo che la società che vogliamo e’ una societa’ che rispetti le scelte degli individui, fintanto che queste scelte non danneggiano il benessere altrui. Con questo mi riferisco a scelte di diverso tipo, dall’orientamento sessuale, agli orari di apertura dei negozi. Ma per raggiungere ciò si deve prima di tutto poter avere il diritto di scelta. E quest’ultimo non sempre è riconosciuto nel nostro Paese. Spesso, si è costretti a delle scelte obbligate, perche’ non ci sono alternative.

Io non ho scelto di lasciare la Sicilia, ma se volevo fare un dottorato, non avevo alternative. O meglio l’alternativa c’era: mettersi in fila a portare la borsa finchè dopo decenni sarebbe arrivato il mio turno.

Vorrei un governo che smetta di imbarcarsi i guerre personali, ma che guardi ai contenuti delle azioni da qualsiasi parte queste vengano. Troppo spesso, sembra che una legge venga approvato o meno sulla base di chi l’ha scritta e non sul valore del suo contenuto. La politica italiana è diventata “un regolamento di conti” tra pochi eletti.

Vorrei riportare questa politica ad essere uno strumento usato dai cittadini, e non viceversa. C’è una frase che ha segnato l’inzio della mia campagna elettorale: l’umiltà della politica.

La politica deve sapere ascoltare tutti, deve sapere intermediare, ed elaborare decisioni sulla base del benessere comune.

Questa e’ la politca per cui io mi impegno. Questo e’ il motivo per cui ho bisogno di voi. La politica siamo noi, insieme.




Una persona che differenza fa?

29 03 2008

Pubblico questo post ricevuto da un elettore, Daniele. Anche lui, come me, sembra avere avuto alcuni problemi a convincere sua moglie.

Elezioni comunali ad Agrigento, ovviamente essendomi interessato di politica, visto che io e Giovanna condividevamo tutte le nostre cose, le chiedo cosa intendesse fare a riguardo.
Lei mi dice molto candidamente che non aveva mai votato (la mia esperienza era esattamente contraria: mai mancata una sola elezione e sempre votato per candidati che conoscevo personalmente), che non gliene importava nulla e che “tanto in Sicilia le cose non cambieranno mai.”
Io la guardo stralunato e le dico: ma guarda che le cose non vanno cosi’, cosa insegnerai ai nostri figli? E le accenno brevemente, in un modo che la sua sicilianita’ ne venisse colpita, gli esempi di Falcone, di Puglisi, di Libero Grassi, e le ripeto che “anche un solo voto, in democrazia, fa la differenza eccome.”
Giovanna e’ una donna intelligente e recepisce, anche perche’ non può negare che le mie parole appartengono a un patrimonio comune di idee e decide in breve di andare a ritirare il certificato elettorale, sperduto negli uffici ai piedi di un lungo mare meraviglioso, rovinato per sempre da palazzoni indecenti, che della vittoria mantiene solo il nome.
Tralascio le difficolta’ burocratiche di ogni tipo: il giorno delle lezioni c’era un tempo da lupi, tanto che mi tocca insistere e portarcela in auto, ripetendo il solito ritornello (anche un solo voto conta !).
Per non parlare del presidente di seggio, che la riconosce (li’ si conoscono tutti) e le si avvicina mentre e’ in cabina, rendendomi molto nervoso (eufemismo: stavo per chiamare il carabiniere fuori dalla porta, ma ricordati che lei era siciliani, come tutti gli altri, mentre io no. Bel paradosso: ero nel mio paese ma pur sempre all’estero !!!), ma siccome lei giocava a fare la svampita non mi preoccupo troppo pensando che fosse stata lei a chiamarlo.
Ahime’!, quando gia’ siamo tornati a casa, confessa che il tipo si era avvicinato per suggerle un candidato, puoi immaginare di che tipo, ma io comunque apprezzo lo sforzo di Giovanna nel non averne fatto un caso…diplomatico.
Morale della favola: il suo candidato, un giovane dottore della sua eta’, bravo e buono, suo amico personale d’infanzia, alla fine riesce ad entrare nel consiglio comunale.
Ci vediamo cosi’ tutti quanti per festeggiare in pizzeria, Giovanna e’ raggiante e felice per lui, per se stessa, per quella nuova esperienza di vita, per quello che in fondo eravamo stati capaci di fare assieme.
Lo sai per quanti voti era riuscito ad entrare nel consiglio?
Uno: il suo…

Forza Sicilia, forza Simona !




Con gli occhi (belli) degli inglesi

29 03 2008

Chi è venuto ad i miei dibattiti ed incontri pubblici sa che ormai comincio sempre presentandomi e dicendo che sono sposata con un cittadino britannico, e che queste elezioni politiche hanno avuto delle “ripercussioni” sulla mia vita privata.

Infatti, mio marito è inglese, non crede nella politica italiana, la percezione che ne ha è quella di un baraccone confusionario, dove si urla, si fanno scenate, dove il disordine regno sovrano, la mancanza di regole sembra essere la regola da seguire. Immaginerete come non sia facile spiegargli perché io abbia accettato questa candidatura, che toglie tempo alla nostra vita privata, che toglie tempo al mio lavoro per il quale ho fatto tanti sacrifici.
Per ora non ci vediamo molto, a volte non ci vediamo per giorni, perché io sono in giro per l’Inghilterra. Le poche volte che ci vediamo, lui mi chiede: “Allora, come va, credi che qualcuno ti stia ascoltando, credi che l’Italia cambierà solo perché nelle liste hanno aggiunto un paio di giovani?”.
Io gli mostro le centinaia di email che ricevo, le statistiche del mio blog che registra ormai migliaia di visite al giorno. Gli dico che si, qualcuno mi sta ascoltando, ci sono molte persone che stanno ascoltando, però non riesco a rispondere alla sua seconda domanda.
Allora lui insiste e mi dice: “Non credi questa sia l’ennesima beffa italiana; non credi che mettere giovani e donne in lista sia solo uno strumento per ottenere voti, ma poi la politica la fanno sempre gli stessi?”
Io continuo a non rispondergli, e lui mi guarda con un grosso punto interrogativo stampato sul viso. Di solito dopo un po’ smette di insistere, ma ieri non mi ha lasciato sfuggire così facilmente.
Per un attimo, lo ammetto, ho pensato e se avesse ragione lui? Se fosse vero che la politica italiana non cambierà mai, e ogni espediente è buono per raccogliere voti - quale slogan migliore di mettere in lista giovani donne?
La mia risposta? Non lo so. Forse è solo un espediente; forse è un vero cambiamento. Questo si vedrà dopo le elezioni. Perché dopo il 15 aprile si governa o si sta all’opposizione, ma a prescindere dal risultato l’impegno politico non finisce. Io sono sicura che il PD terrà fede alle sue promesse perché noi giovani donne e uomini sapremo conquistarci, palmo a palmo, lo spazio per contribuire ai programmi, alle idee, e al futuro del nostro Paese. L’Italia non finisce il 15 aprile, queste elezioni non sono le ultime elezioni politiche, ma sono l’inizio di una nuova stagione politica.
Telis mi guarda, vede la mia energia, sente il mio desiderio di crederci. Io percepisco che forse un pochino ci crede anche a lui, ma da buon inglese, diffidente, mi risponde: “ Va bene, aspettiamo il 15 aprile”.




Luca Sofri: spero di non deluderti

28 03 2008

Stamattina, come ogni mattina, mi connetto al blog di Luca Sofri, che leggo sempre con grande interesse. E trovo il mio banner, la mia immagine, il mio nome, sul blog di una persona che stimo infinitamente.

Ammetto, ho avuto un momento di panico, ho pensato a tutte le persone che come me seguono Luca, che vedendo il mio nome, per interesse o semplice curiosità sarebbero andate a visitare il mio blog.

Perchè un attimo di panico? Perchè il mio blog e’ iniziato 2 settimane fa, e sta crescendo giorno dopo giorno, scrivo i miei post la notte dopo il lavoro e dopo gli incontri della campagna elettorale, e sicuramente lungi dall’essere ricco di contenuto come quello di Luca. Allora, spero che chi lo legga, con questo pensiero in mente, possa apprezzare, che sto cercando di fare del mio meglio, che ci sto mettendo tutto il mio entusiasmo, che ho ancora da imparare, ma sono veloce a farlo.

La fiducia di Luca sicuramente mi da la carica necessaria per continuare. Continuare, anche quando come e’ successo di recente, mi viene detto che la mia candidatura e’ “scomoda”, perchè non faccio alleanze, perchè non mi conformo a quello che sono le logiche tradizionali.

E io, tengo duro e mi ripeto che se ci deve essere un vero cambiamento, allora non si possono fare compromessi. Il cambiamento sta nel tagliare nettamente legami baronali e luoghi comuni. Il cambiamento e’ portare nuove regole, trasparenti e leali, e non rilucidare le vecchie regole che ormai hanno distrutto il nostro Paese.

Grazie, Luca. Spero di non deluderti.




La campagna elettorale: i miei sponsor siete voi.

27 03 2008

Tre settimane fa’ non sapevo neanche cosa fosse una campagna elettorale. Non mi ponevo neanche il problema, perche’ era una cosa troppo lontana dal mio lavoro quotidiano. Oggi, mi ritrovo a farla in prima persona. Sicuramente la mia non e’ una campagna elettorale convenzionale. Cercando di imparare l’arte della propaganda, ho notato che sono 2 le cose che accomunano molti candidati:

1) uno sponsor istituzionale, che sia un politico, un parlamentare o un associazione radicata nel territorio;

2) uno sponsor economico, che ti permetta di diffondere il tuo nome il piu’ possibile con eventi, lettere da inviare a tutti gli iscritti AIRE, viaggi in diverse citta’ europee.

Io purtroppo non ho nessuno dei due. Il che mi fa riflettere. Non ho alle spalle nessuna associazione radicata nel territorio, perche’ immagino la mia candidatura non sia conforme ai canoni convenzionali; non ho uno sponsor economico, e quindi il numero di elettori che posso raggiungere e’ minimo. Ricevo a tal proposito email di persone che mi chiedono come mai, seppur iscritti all’AIRE ricevono la lettera di molti candidati meno che la mia. Purtroppo, io non ho potuto mandarne tante, solo 15.000, che sono niente se si pensa che gli iscritti all’AIRE solo a Londra sono 80.000.

Queste due riflessioni mi fanno sentire molto impotente. Perche’ mi domando, nonostante tutti i miei ideali, la mia volonta’ e energia di girare il piu’ possibile, di parlare con le persone, di farmi conoscere, l’impatto che posso ottenere sara’ sempre inferiore a chi ha il doppio sponsor di cui sopra. Nonostante, io abbia fatto lo sforzo economico piu’ grande che potessi fare, nonostante abbia deciso di correre da sola, senza forti supporter, pensando che questo fosse l’anima del cambiamento, alla fine non raggiungero’ neanche un millessimo degli elettori.

Questa riflessione, un po’ amara e’ stata stemperata ieri sera durante l’incontro con Ivan. In molti mi hanno chiesto come mai non avevono ricevuto la mia lettera a casa. Alla mia spiegazione, molti hanno risposto offrendosi di farla girare loro stessi.

E allora, penso, che non e’ vero che non ho uno sponsor istituzionale. Il mio sponsor sono tutte le persone che visitano il mio blog, che vengono  agli incontri, che ieri sera hanno raccolto dei contributi. Se tu stai leggendo questo post e vuoi sponsorizzarmi ti chiedo di scaricare “la mia lettera agli elettori” (simona-milio_lettera.pdf) e il “come si vota” (come-si-vota-allestero.doc) e mandarla ai tuoi contatti, inviatandoli a divulgarla. La catena che formeremo insieme sara’ la nostra “associazione” radicata nel territorio.

Un associazione che non ha una sede fisica, non ha un confine specifico, ne un nome o un presidente. E’ un associazione di persone che credono che per andare avanti, non e’ necessario avere tanti soldi oppure grandi nomi alle spalle. E’ un associazione di persone che credono che e’ piu’ importante avere dei contenuti, degli obiettivi da perseguire insieme.

Oggi, sento che anch’io ho due sponsor necessari per la campagna elettorale: la vostra fiducia e la mia determinatezza ad andare avanti.




Le capacità del Sud

26 03 2008

Con le minacce ad un senatore della sinistra, a cui va tutta la solidarietà mia e dei veri democratici, è tornata anche la retorica sul Mezzogiorno, sono tornate le opinioni di tutti, che valgono il tempo di un titolo sui giornali. Si parla tanto di quel che manca, di cosa dovrebbe cambiare, come se il cambiamento, specialmente nel sud, non fosse altro che una chimera.

Mi piacerebbe sentir parlare di più, invece, di cosa nel Mezzogiorno esiste già, anche se in fenomeni isolati. Perché sono proprio i fenomeni isolati che vanno sviluppati, valorizzati e portati avanti, in modo che, mettendo radici, agiscano da traino sui loro territori, che poi coinvolgono quelli confinanti, per poi trascinare un’intera regione, che coinvolge l’altra, in un circolo virtuoso che, quello sì, nel Mezzogiorno non è ancora partito.

Ci sono quattro capacità nascoste che, in alcune regioni del Mezzogiorno, hanno già fatto la differenza. Il Mezzogiorno non è tutto uguale: ci sono zone che stanno uscendo dal sottosviluppo, casi che vengono studiati come esempi virtuosi in Europa.

Quali sono queste capacità? Essenzialmente quattro. (1) La capacità politica – ossia la volontà di indicare direzioni strategiche di medio e lungo periodo che combattano le azioni clientelari e che valorizzino la collettività territoriale (la politica deve guardare al lungo periodo, la politica che persegue interessi elitari non può produrre sviluppo); (2) La capacità amministrativa – ossia la possibilità dei tecnici di fare il loro lavoro senza ingerenze politiche (perché i tecnici preparati nel mezzogiorno ci sono, ma non sempre possono svolgere il loro lavoro); (3) La capacità istituzionale – ossia l’abilità delle istituzioni locali, della magistratura, delle associazioni, di agire nel rispetto dei loro ruoli senza lasciarsi intimidire da pressioni esterne; (4) La capacità sociale – la presa di coscienza di ogni singolo individuo, che le sorti del Mezzogiorno dipendono principalmente dall’atteggiamento di chi vive nel Mezzogiorno (commiserazione, vittimismo, rassegnazione, omertà, sono tutte patologie che peggiorano la situazione esistente).

In un mondo ideale, queste quattro capacità funzionano al 100%. Nel Mezzogiorno il loro funzionamento va dallo zero assoluto a quasi il 50% in alcune regioni. Nelle regioni dove queste capacità si stanno sviluppando, si nota uno spillover reciproco, che parte proprio dalle capacità sociale e istituzionale. Più il territorio si ribella, più i politici sembrano rivedere le proprie posizioni, e allora la loro ingerenza cessa, e i tecnici sono in grado di svolgere il loro lavoro nell’interesse di tutti. Questo avviene grazie ad un meccanismo banale: il capitale sociale e istituzionale è numericamente superiore: 5 milioni di cittadini sono più forti di cento politici rapaci.

Il vero cambiamento parte dal basso. Non bisogna aspettare che sia la politica a cambiare. Siamo noi, noi cittadini che dobbiamo cambiare la politica.




Con Ivan

24 03 2008

Saro’ con Ivan Scalfarotto mercoledì prossimo, 26 marzo, all’Italian Bookshop di 5 Cecil Court (mappa). Ore 18.30. Per me questo incontro ha un valore unico. Ivan non l’ho mai conosciuto di persona, ma l’ho sempre seguito tramite il suo blog. Quando lui ha saputo che ero candidata mi ha telefonata da Mosca solo per dirmi che sapeva esattamente come a volte ci si senta soli, come a volte ti sembri di fare un passo avanti verso una meta che sembra sempre troppo lontana. Mi ha detto anche che non ero sola e la meta, il cambiamento per cui ci stiamo impegnando, e’ piu’ vicino di quel che sembri. Io, nel mio piccolo, Ivan soprattutto col suo lavoro di anni, e gli altri come noi siamo una prova di questo cambiamento.